Sant'Ansano, il simbolo di Siena celebrato il 1° dicembre

Patrono della città del Palio

La vicinanza di Nannini a Siena significa essere parte integrante delle sue tradizioni, dei suoi santi, della sua cultura e molto ancora. Tradizioni come le ricette che usano per i classici dolci toscani, i sentieri e le tribolazioni del palio, e soprattutto i suoi santi patroni - una tradizione che fa parte dell’Italia sin dall’antichità.

Piazza del Campo - Siena - Nannini Dolci e Caffè

Nella città di Siena, il 1° dicembre si festeggia il primo patrono Sant’Ansano e i festeggiamenti per il santo coincidono con l’inizio dell’anno contradaiolo. Secondo la tradizione Sant’Ansano portò il cristianesimo ed evangelizzò la città di Siena.

Sant’Ansano a Siena

Sant’Ansano nacque nel 284 e fin da giovanissimo professò la fede in Cristo. In quel periodo storico, chi parlava di amore universale, di pace e chi adorava un uomo morto in croce, non era visto di buon occhio, anche perché i cristiani si rifiutavano di vedere l’imperatore come una divinità. Questo portava a varie persecuzioni, di cui anche Sant’Ansano fu vittima. Si dice che Sant’Ansano venne a contatto con la religione tramite la matrona Massima e che fu scoperto e denunciato dal padre.

Non è certo quando Sant’Ansano arrivò a Siena, ma secondo la leggenda devozionale fu su invito di un angelo che il santo si diresse verso la città senese. Sant’Ansano, arrivato nella città senese, iniziò a predicare il vangelo e a battezzare i primi cristiani di Siena, tanto da avere il titolo di “battezzatore dei senesi”.

A causa del suo proselitismo religioso, Sant’Ansano fu sottoposto a “la prova del fuoco e dell’olio bollente”, avvenuto in un antico insediamento senese, che ha preso il nome proprio dal santo: Fosso di Sant’Ansano. Secondo la leggenda, il santo uscì illeso dalla prova del fuoco.

A seguito di questa prova, Sant’Ansano fu rinchiuso in una torre sul colle di San Quirico, dalla quale avrebbe continuato a battezzare i fedeli. Dalla torre, Sant’Ansano uscì solamente il 1° dicembre 304, per essere condotto a Dofana, dove fu decapitato.

Le spoglie di Sant’Ansano tra Siena e Arezzo

Nel 1108, il vescovo di Siena, Gualfredo, avrebbe esortato un gruppo di fedeli a trafugare la salma di Sant’Ansano, che da secoli si trovava presso la Diocesi di Arezzo. Si narra che ci fu uno scontro armato tra senesi e aretini; a seguito di questo scontro i senesi riuscirono ad impossessarsi delle spoglie di Sant’Ansano e le portarono a Siena, per dare una degna sepoltura in duomo al santo.

Secondo la leggenda, la porta di San Viene prende il nome dalle urla dei cittadini di Siena, quando videro il corteo con le spoglie di Sant’Ansano arrivare in città. Si dice, infatti, che i senesi iniziarono ad urlare “il Santo viene, il Santo viene” una volta avvistato il corteo.Stando ad altre voci, invece, il vescovo di Siena, Gualfredo, si sarebbe accordato con il presule aretino, Gualtiero, per spartirsi le spoglie di Sant’Ansano. Secondo questa versione, le spoglie di Sant’Ansano sarebbero state trasportate a Siena pacificamente, mentre la testa del santo sarebbe rimasta ad Arezzo.

Panorama Siena - Nannini Dolci e Caffè

Una delle varie “passioni” che riguardano Sant’Ansano, dipinge i senesi come salvatori. Si racconta, infatti, che dei malintenzionati avessero provato a portare via il cadavere del santo dal sepolcro, ma che poi fossero stati messi in fuga da parte dei senesi. Dopo la fuga dei malintenzionati, i senesi si erano accorti che il corpo di Sant’Ansano era rimasto integro, ciò era segno di santità, e così decisero di portarlo in processione a Siena per farlo riposare nella cattedrale.

Nel 1359, il corpo di Sant’Ansano fu bruciato da un fulmine e ciò che ne è rimasto si trova in differenti zone. La testa è appunto conservata in un reliquiario d’argento presso il Duomo di Arezzo, il braccio destro si trova a Siena, mentre quello sinistro a Dofana e un dito si trova nel comune di Vinci, conservato nella Piave di San Giovanni Battista a Sant’Ansano.

Siena abbraccia la tradizione del culto di Sant’Ansano nello stesso modo in cui abbraccia la tradizione del Palio, la pasticceria Nannini, Piazza del Campo e tutti gli altri simboli che portano in alto il nome della città.